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Katana

La produzione di spade in ferro inizia in Giappone alla fine del IV secolo. Inizialmente si tratta di spade diritte a imitazione delle lame cinesi dalle quali i giapponesi appresero la tecnica della tempra differenziale. In seguito, nel periodo Heian (782-1180) le spade giapponesi assumono la classica forma ricurva, sono più lunghe della katana e vengono usate spesso a cavallo e montate in configurazione tachi (con la lama rivolta verso il basso). Nel periodo Kamakura (1181-1330) la tecnologia produttiva raggiunge livelli senza precedenti e si ha la comparsa delle celebri "cinque scuole" di maestri spadai, corrispondenti ad altrettante zone di estrazione mineraria:

Scuola Yamashiro (Kyoto), lame slanciate ed eleganti.

Scuola Yamato (Nara), lame simili alle Yamashiro ma più spesse lungo la costola. Il grande Masamune, il più famoso fabbricante di spade di tutti i tempi apparteneva a questa scuola.

Scuola Bizen (Okayama), dove venne prodotto il 70% di tutte le spade del Giappone antico. Sono riconoscibili da una serie di dettagli tra cui la caratteristica curvatura (sori) detta anche Bizen sori.

Scuola Soshu (Sagami), spade larghe, lunghe e pesanti.

Scuola Mino (Seki), simile alla precedente.

La montatura della katana si compone di:

Tsuba, 鍔 - guardia , solitamente metallica, posta tra il manico e la lama per proteggere le mani;

Tsuka - impugnatura  in legno è ricoperta di pelle di razza (same), rivestita con una fettuccia di seta, cotone o pelle intrecciata (tsuka-ito), atta a migliorare la presa e ad assorbire il sudore; tra i vari intrecci dello tsukaito, trovano posto i menuki (fuchi e kashira), due piccole decorazioni in metallo inserite tra gli avvolgimenti dello tsukaito, una da un lato e una dall'altro.

Fondello

Saya, 鞘 - Il fodero è realizzato in legno di magnolia laccato ed è rifinito da:

Koiguchi 鯉口 - e kojiri: venivano applicati rispettivamente all'imboccatura del fodero e all'estremità opposta. Il koiguchi è fatto in corno di bufalo mentre il kojiri in corno o in metallo;

Sageo 下緒 - fettuccia di cotone intrecciata secondo vari tipi di trame e di svariati colori e tipologie.

Aveva in passato utilità come cordino multi uso o per finalità estetiche, veniva annodato infatti in diversa maniera intorno al fodero secondo la moda del periodo, ed era utilizzato per fissare il fodero alla cintura (obi, 帯);

kurikata: anello solitamente in corno applicato al fodero a circa un palmo dal koiguchi, serve come passante per il sageo.

La lama vera e propria invece si divide in codolo (nakago, 中子), corpo (mi) della lama che termina con la punta (kissaki, 鋒).

Il sugata è la forma che assume complessivamente la lama.

Vista invece dal dorso al tagliente la lama si divide in:

mune (胸): il dorso della lama, può essere distinto in vari tipi: hikushi (basso), takashi (alto), mitsu (a tre lati), hira o kaku (piatto), maru (arrotondato).

shinogi-ji (鎬): il primo dei due piani che formano la guancia della lama. Su di esso di possono trovare profonde incisioni longitudinali, solitamente sul primo terzo della lama, rappresentanti disegni (horimono, 彫物) o caratteri sanscriti (bonji, 梵字). Qui può essere presente anche un solco da entrambi i lati (hi) atto ad alleggerire ed bilanciare la lama.

shinogi (鎬): la linea (costolatura) di divisione tra i piani.Nella forma di lama denominata shinogi-zukuri, dopo il cambio di piano del kissaki determinato dalla linea di yokote, lo shinogi prende il nome di ko-shinogi.

ji: il secondo dei due piani che formano la guancia della lama.

hamon (刃文): la linea di tempra che caratterizza la katana ed ottenuta tramite tempra differenziata.

ha: la parte temprata ed affilata.

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